martedì 16 aprile 2013

Lazio-Juventus 0-2

0-2
(Vidal 8'(r), Vidal 27')


Formazioni iniziali


Lazio: Marchetti; Gonzalez, Ciani, Cana, Stankevicius; Ledesma; Candreva, Hernanes, Onazi, Mauri; Klose. 
A disposizione: Bizzarri, Strakosha, Serpieri, Antic, Crecco, Cataldi, Ederson, Rozzi, Kozak, Floccari, Saha. 

JuventusBuffon; Barzagli, Bonucci, Peluso; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Marchisio; Vucinic. 
A disposizione: Storari, Rubinho, Caceres, De Ceglie, Padoin, Giaccherini, Quagliarella, Matri, Isla, Marrone. 



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«C’è sempre una prima volta...». Antonio Conte lo aveva detto alla vigilia, rispondendo a chi gli ricordava che in questa stagione la Juve non era ancora riuscita a battere la Lazio, nei tre confronti precedenti, tra campionato e Coppa Italia. I suoi hanno recepito il messaggio “vendicandosi” dell’eliminazione dalla coppa nazionale, con una prova di netta superiorità. Vidal è il protagonista assoluto della gara e non solo per la doppietta da tre punti, ma soprattutto per la continuità che delle sue giocate, specie nel primo tempo.
La partenza è al fulmicotone, con la Lazio che spinge a testa bassa e la Juve che, con Marchisio alle spalle di Vucinic, è imprevedibile nelle giocate. Nei primi cinque minuti fioccano gli angoli, ben quattro a testa, poi i bianconeri passano. Proprio Vucinic e Marchisio combinano al limite, il montenegrino entra in area e viene steso da Cana. E’ un rigore solare, Giannoccaro indica il dischetto e ammonisce il difensore. Dagli undici metri si presenta Vidal, che spiazza Marchetti e porta avanti i bianconeri.
La reazione della Lazio arriva con un sinistro altissimo di Onazi e un colpo di tacco un po’ velleitario di Stankevicius. Più pericolosa la Juve, con la discesa di Lichtsteiner e il cross basso per Marchisio, il cui destro in corsa è diretto in porta, ma viene ribattuto dal muro biancoceleste.  Vucinic riesce a deviare con la suola una punizione di Pirlo e Marchetti trova il riflesso giusto per respingere.
L’occasione buona per la Lazio arriva al 25’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il pallone si impenna e cade dalle parti di Cana, solo davanti a Buffon. Il difensore si coordina per la conclusione al volo, ma manca clamorosamente la sfera.
La Juve è ben più incisiva e ha in Vidal un cecchino implacabile. Il cileno nello spazio di un minuto, prima si vede murare un tiro a botta sicura, poi raddoppia con la rapacità dell’attaccante consumato. Vucinic imposta e il pallone sarebbe indirizzato a Marchisio, ma la deviazione di Ciani si trasforma in un assist per  Arturo, che anticipa l’uscita di Marchetti e spedisce in rete il 2-0.
Vucinic e Marchisio combinano come se giocassero in coppia da sempre. Al 36’ il montenegrino lancia il neo compagno di reparto, che salta Ciani e arriva al tiro, messo in angolo dal recupero di Cana.
Candreva prova a riaprire la gara con una punizione calciata addirittura dai 35 metri e una deviazione di Pirlo per poco non sorprende Buffon, che riesce comunque a smanacciare. Dalla parte opposta arriva per due volte alla conclusione Pogba, ma la prima è troppo morbida, la seconda è fuori misura.
Petkovic nel secondo tempo rivoluziona la squadra, con Ederson e Kozak al posto di Mauri ed Hernanes e la Lazio è più pimpante. Klose sfonda sulla sinistra e viene fermato in angolo, poi Ciani  gira di testa quasi dal limite dell’area e trova l’angolino alla destra di Buffon, che arriva sul pallone con un volo alla Superman.
La Juve è però sempre più pericolosa e all’11’ potrebbe chiudere definitivamente la gara. Pirlo calcia una punizione dai 20 metri, respinta da Marchetti dalle parti di Marchisio. La difesa biancoceleste sta a guardare e il centrocampista deve solo spedire il pallone nella porta sguarnita, ma colpisce male e mette fuori.
Un errore simile lo commette Kozak poco dopo, quando a due passi da Buffon cerca di schiacciare di testa la pennellata di Ederson, sbagliando completamente l’impatto.
Marchisio è sempre l’attaccante più pericoloso e al 20’ conduce il contropiede con Pogba, non riuscendo a calciare verso la porta il pallone di ritorno servitogli dal compagno.
La Juve è in pieno controllo della gara e il  destro di Onazi dalla distanza appare quasi più come un modo per sfogare la frustrazione che un tentativo mosso da reale convinzione. I bianconeri gestiscono gli ultimi minuti con l’autorevolezza della grande squadra e centrano il quinto successo consecutivo in campionato.  
Ora il Napoli è a meno 11, il Milan a meno 15. E mancano sei giornate alla fine...